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Decreto Dignità e contratti a tempo determinato

Con la Legge di conversione n. 96/2018 è stato convertito in Legge il Decreto legge c.d. "Decreto dignità".

Tra le principali novità vi è sicuramente la modifica alla disciplina relativa ai contratti di lavoro a tempo determinato: la nuova Legge infatti modifica l'art. 19 del D.Lgs. 81/2015 (c.d. Jobs Act), prevedendo che la stipula di un contratto di lavoro a tempo determinato "a-causale", possa avvenire esclusivamente per un periodo di durata non superiore ai 12 mesi. In ogni caso la durata massima del contratto a tempo determinato si riduce a 24 mesi, a fronte dei 36 mesi previsti dal Jobs Act, con un numero massimo di proroghe ridotto da 5 a 4.

La norma stabilisce che il contratto possa avere una durata superiore ai 12 mesi soltanto in presenza delle seguenti causali:

  • Esigenze temporanee ed oggettive, estranee all'ordinaria attività
  • Ragioni sostitutive
  • Esigenze connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili della attività ordinaria

In caso di proroga oltre i 12 mesi ed in assenza delle predette causali, il rapporto si trasforma in un contratto a tempo indeterminato dal giorno successivo alla scadenza dei 12 mesi.

Viene inoltre ampliato il termine per l'impugnazione del contratto a termine, che passa da 120 a 180 giorni dalla cessazione del contratto.

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